Nei secoli fedele

[tg_small_content]In questi ultimi anni la cerimonia di Giuramento e consegna degli Alamari presso la scuola Allievi Carabinieri “A.Fava e V.Garofalo” di Reggio Calabria, ha suscitato in me grande attenzione verso il corpo militare dei Carabinieri. Impressionata dalla solennità della cerimonia, dalla compostezza ed accuratezza e dall’eleganza delle uniformi, ho deciso di approfondire la simbologia di alcuni dettagli per poter al meglio offrire ai ragazzi di ciascun corso formativo, un ricordo completo di storia, carico di tradizione e dell’emozione di un giorno così importante. Merita un accenno alla storia, la fondazione della scuola allievi carabinieri. [/tg_small_content]
[tg_small_content]Il 7 giugno 1991, con una solenne cerimonia, avvenuta alla presenza dei ministri dell’Interno e della Difesa e del comandante generale di corpo d’armata, Antonio Viesti, si diede luogo alla “posa della prima pietra”. Il 1º settembre 1994, viene istituito il III Battaglione allievi carabinieri in Reggio Calabria ed il primo corso addestrativo inizia il 10 novembre 1994. Il 7 dicembre 1994 in occasione del giuramento degli allievi carabinieri Ausiliari del 1º corso, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro inaugurò la caserma sede del Battaglione scoprendo una lapide che ricorda il sacrificio degli appuntati medaglia d’oro al valor militare alla memoria di Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, ai quali la caserma, di proprietà del Ministero della Difesa, è intitolata. Il 19 settembre 2003 il II Battaglione fu elevato a Scuola allievi carabinieri. Con Decreto del Presidente della Repubblica datato 3 gennaio 2004 è stata concessa, alla Scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria, la bandiera d’Istituto. La Scuola opera alle dipendenze della Legione allievi carabinieri di Roma.[/tg_small_content]


[tg_small_content class=”animate”]Le origini del corpo dei carabinieri risalgono al giugno 1814, da un’idea di Vittorio Emanuele I di Savoia allo scopo di fornire al Regno un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie. [/tg_small_content]
[tg_small_content class=”animate”]Il loro nome deriva dall’arma che ogni carabiniere aveva in dotazione: la carabina. I Carabinieri diventarono “Arma” l’ 8 maggio 1861, raggiungendo il rango delle suddivisioni principali del Regio Esercito L’Arma dei Carabinieri. E’ una delle quattro Forze armate della Repubblica italiana e nel 2000 è stata elevata al rango di Forza armata, con collocazione autonoma nell’ambito del Ministero della Difesa, nonché corpo di gendarmeria, avente anche funzioni di polizia[/tg_small_content]

[tg_small_content class=”animate”]La Patrona dell’Arma dei carabinieri è la Virgo Fidelis, appellativo cattolico di Maria, madre di Gesù, con ricorrenza il 21 novembre. Fu scelta quale patrona in relazione al motto araldico dell’Arma “Nei secoli fedele” dall’ arcivescovo Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone che compose anche il testo della Preghiera del Carabiniere alla Virgo Fidelis. Il testo dell’ inno alla Virgo Fidelis fu composto dal Professor Mario Scotti, mentre la musica è del Maestro Domenico Fantin. La Fedelissima è la marcia d’ordinanza dell’Arma dei carabinieri, scritta nel 1929 dal maestro Luigi Cirenei che fu il primo direttore della Banda musicale dell’Arma dei Carabinieri[/tg_small_content]


[tg_small_content class=”animate”]L’ origine del termine alamaro, è da ricercarsi nello spagnolo ‘alamar’, proveniente a sua volta dall’arabo ‘al amâra’, ossia cordone. Gli Alamari vennero adottati il 23 giugno 1814, in fase di organizzazione del Corpo, su proposta del capitano Camillo Beccaria, convinto che la bellezza dell’ ornamento avrebbe incentivato molti giovani ad arruolarsi.[/tg_small_content]


[tg_small_content class=”animate”]La data del 5 giugno è stata assunta come festa dell’Arma dei Carabinieri, in celebrazione del 5 giugno 1920, data in cui la Bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’oro al Valor Militare per la partecipazione dei Carabinieri alla Prima guerra mondiale. “Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d’Italia”.[/tg_small_content]
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